Torta di pere, cocco e chufa low carb

Torta di pere, cocco e chufa low carb

Lo scorso fine settimana avevo voglia di dolce e quindi ho inventato una mini torta di pere a basso indice glicemico con alcuni ingredienti che avevo in casa.

 

Ho preparato una dose minima per due o tre porzioni che potrai amplificare aumentando proporzionalmente le dosi degli ingredienti. Il risultato mi è piaciuto sia per il gusto che per la consistenza. Altra ragione per cui la rifarò, magari con qualche aggiustamento, è che si prepara rapidamente e non c’è niente da pesare.

 

Questa torta contiene due ingredienti un po’ particolari. Il primo è l’eritritolo, un dolcificante naturale a basso indice glicemico presente in molti frutti. Ero curiosa di assaggiarlo e devo dire che assomiglia veramente allo zucchero anche se la mia scelta preferita, quando si decide di fare un dolce, resta quella di utilizzare soprattutto frutta, tuberi, come la patata dolce, e farine dal sapore naturalmente dolciastro, come quelle di cocco o di mandorle.

 

Il secondo ingrediente speciale è la chufa, che mi sono ritrovata in casa un po’ per caso. Durante un acquisto online ho visto dei semi dallo strano nome, zigoli, che non conoscevo e li ho voluti provare.

 

Contrariamente all’apparenza non si tratta di semi oleosi ma di tuberi essiccati di una pianta erbacea chiamata Cyperus esculentus. Le radici formano nel terreno un sistema di rizomi nel quale si formano piccole protuberanze commestibili che prendono numerosi nomi diversi: zigoli, zizzole di terra, bagigi, bacicci, babbagigi, mandorle di terra, abelasie, dolcichini. In spagnolo si chiamano chufas e in inglese tiger nuts. Il loro uso più apprezzato è per la preparazione della horchata (orzata in spagnolo), una bevanda rinfrescante tipica del litorale sudorientale spagnolo. Anche in Italia gli zigoli sono spesso venduti utilizzando i termini spagnolo (chufa) o inglese (tiger nuts).

 

Quando ho ricevuto i miei zigoli li ho subito addentati per capire che gusto avessero ma erano durissimi, quasi immangiabili. Ho provato a macinarli ma niente da fare, impossibile spezzarli. Li ho quindi lasciati in ammollo in acqua 24 ore. La reidratazione li ha solo leggermente ammorbiditi.  Dopo che si sono asciugati sono riuscita finalmente a macinarli ottenendo la mia farina di chufa. La prossima volta comprerò direttamente farina di chufa! Il gusto è gradevole, leggermente dolce, con note che ricordano la mandorla e la noce.

 

Dal punto di vista nutrizionale lo zigolo è interessante perché non contiene glutine, è ricco di minerali, come fosforo, magnesio, ferro, calcio e potassio. Contiene fibre, una modesta quantità di carboidrati (24% circa) e proteine (9% circa). Sono presenti anche acidi grassi simili a quelli dell’olio di oliva. Tra le vitamine sono abbastanza rappresentate la C e la E, anche se ovviamente spariscono con la cottura, quindi sarebbe meglio consumare gli zigoli crudi. La farina si presta per tante preparazioni ed essendo naturalmente dolce permette di risparmiare sullo zucchero, il che non guasta mai.

 

Ingredienti

1 tuorlo d’uovo

2 cucchiai di eritritolo (o inulina)

2 cucchiai di farina di cocco

2 cucchiai di farina di tiger nuts o zigoli (chufa)

1 cucchiaio di farina di grano saraceno

2 cucchiai di nocciole macinate

3-4 cucchiai di latte di cocco

2 pere (1 nell’impasto e 1 per decorare)

½ cucchiaino di lievito senza fosfati o bicarbonato

 

Sbattere il tuorlo con l’eritritolo fino a renderlo spumoso.

 

Incorporare le farine, il lievito e il latte di cocco. Mescolare bene.

 

Frullare una pera matura (senza sbucciarla se non è trattata) o schiacciarla con una forchetta e aggiungerla all’impasto.

 

Mescolare fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Se necessario aggiungere altro latte di cocco.

 

Disporre la crema in uno stampo imburrato di circa 15 centimetri di diametro.

 

Tagliare a fettine la seconda pera e disporle sulla base.

 

Cospargere di nocciole tritate e infornare a 150°C per circa 40 minuti. Fare la prova stuzzicadenti: se non esce pulito continuare la cottura per altri 10 minuti o per il tempo necessario.

 

Spegnere e lasciare raffreddare la torta in forno.

 

Alcune varianti

Al posto dell’eritritolo si possono usare altri dolcificanti a basso indice glicemico, come l’inulina, che è anche un buon prebiotico, o addirittura ometterli aggiungendo, se necessario, un’altra pera o mezza banana.

 

Si può sostituire la farina di chufa, non tanto diffusa, con farina di grano saraceno o di avena (può tuttavia contenere un po’ di glutine, quindi non è adatta a chi soffre di celiachia) o di cocco.

 

Ho usato il tuorlo d’uovo perché mi rimaneva dopo avere utilizzato l’albume per un’altra preparazione. Al posto del tuorlo si può usare un uovo intero o due albumi montati a neve. I due albumi sono un’opzione senz’altro migliore. Il tuorlo infatti non andrebbe cotto (o solo leggermente) perché il calore degrada i grassi che contiene e li rende più difficili da digerire.

 

Per renderla ancora più morbida si può aggiungere un po’ di burro o di ghee (burro chiarificato).

 

Al posto di un unico stampo di si può suddividere l’impasto in stampini per muffins. Io ho usato uno stampo rettangolare di 15 x 17 centimetri.

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Simona Grossi

info@simonagrossi.it

Sono Simona, biologa nutrizionista e naturopata. Ti aiuto a ritrovare forza ed energia attraverso un’alimentazione corretta, svolgere un’attività fisica adeguata e a trovare momenti di rilassamento, piacere e lentezza.

2 Comments
  • Maddalena

    22 Maggio 2019at19:19 Rispondi

    WOW! Che idea interessante.
    La preparo molto volentieri, anche per mio papà che è diabetico. Sto testando ultimamente vari sostituti per lo zucchero e ho letto (non ancora provato) dell’eritritolo (qui in zona da me non si trova, dovrò comprarlo online). Grazie Simona per l’idea!

    • Simona Grossi

      23 Maggio 2019at9:50 Rispondi

      Certo Maddalena, provala, spero che vi piaccia. Puoi renderla più o meno dolce a seconda dei vostri gusti.
      In effetti l’eritritolo si trova più facilmente online che nei negozi. Eventualmente anche lo xilitolo e l’inulina (che tra l’altro nutre i microrganismi dell’intestino) sono due dolcificanti naturali a basso indice glicemico che possono sostituire l’eritritolo, forse più reperibili.
      Buona sperimentazione! 🙂

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